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DAL
CORRIERE DE VENETO
DEL 5 OTTOBRE E DAL
GAZZETTINO DEL 7 OTTOBRE N. 2 ARTICOLI SULLA
CAVA
Gazzettino
12 settembre 2008
Laghi, 160 abitanti «Avevano tolto il bus, e noi non siamo
andati a votare»
Vicenza
La pianta organica è poco più di un germoglio: tre dipendenti in
tutto, un operaio, un geometra e una ragioniera. Ciò nonostante,
il Comune di Laghi , alle pendici del Pasubio, può permettersi
un sito internet curato nel quale compare un corposo elenco di
opere pubbliche eseguite. «Abbiamo usato fondi pubblici - dice
il sindaco Giovanni Oliviero - e quando non bastavano ci siamo
indebitati con i mutui. In 15 anni abbiamo fatto un po' di
esperienza. I finanziamenti statali sono sempre più esigui ma
noi siamo abituati a tirare la cinghia». Non fa una piega il
primo cittadino del Comune più piccolo del Veneto, che con 160
anime da amministrare è riuscito finora a far quadrare i conti
senza tagliare i servizi. «Qualche anno fa ci avevano tolto
l'unico collegamento giornaliero del pullman - racconta - Alle
successive politiche non siamo andati a votare e la corsa è
stata ripristinata». Poi, assicura Oliviero, non è più stato
necessario fare la voce grossa: «Forse ispiriamo simpatia perché
siamo il paese meno popoloso - confessa - per il resto siamo
abituati a sopravvivere e a seguire un'amministrazione oculata e
a fare qualche sacrificio. Un secolo fa è stato necessario
vendere i boschi e le malghe». Problemi di sopravvivenza, a
Laghi , non se ne pongono: «L'eliminazione dell'Ici non ci ha
penalizzato, dato che per fortuna ci sono le seconde case dei
turisti». Una mano arriverà poi dai fondi regionali stanziati
per tutelare le aree di confine. Il sindaco, però, non ci pensa:
«Siamo stati eletti per amministrare il paese - concude Oliviero
- se qualcuno vuole smantellare i piccoli Comuni lo dovrà fare
per legge».
Sabato 2
febbraio presso il Comune di Laghi, la consegna delle
cittadinanze onorarie di Laghi a tre zuglianesi : Liverio
Carollo, Nazzareno Leonardi e Corrado Zenere : le
foto
DIARIO
Un libro racconta i 132 abitanti di Laghi
23 gennaio
Sull'orlo dell'abisso che in queste ore si spalanca sotto il
governo Prodi , la viceministra incontra il sindaco di Laghi ,
132 abitanti sparsi per 22 chilometri quadrati dell'Alto
Vicentino, e con lui conversa di un'Italia ancora da fare. Con
quale premier? Puntando verso quali mete? Al momento non lo sa
la senatrice Beatrice Magnolfi, 56 anni, da Firenze,
sottosegretaria per le riforme e le innovazioni con tessera del
Partito Democratico. E nemmeno lo sa Giovanni Oliviero, 51 anni,
di pendente della Provincia, al secondo mandato da primo cittadi
no di Laghi .
A bordo del Titanic almeno si ballò, prima dello schianto
sull'iceberg. Se naufragio sarà anche per l'Unione, la senatrice
Magnolfi avrà dovuto accontentarsi del convegno sulla "Sovracomunalità",
organizzato da Comune e Provincia di Vicenza a Villa Cordellina.
Evento dove si è preparata al domani scambiando quattro
chiacchiere con un sindaco da sempre, bontà sua, abituato a
utilizzare scialuppe di fortuna fra continue minacce di
"estinzione", e accorpamento in comuni più grandi . "E' il
destino dei paesi piccoli - spiega Oliviero - dove, se viene
meno la municipalità, spariscono servizi vitali come un ufficio
postale, un di spensario farmaceutico, una corsa di corriera sei
giorni su sette" A Laghi , comune a cui fanno capo venti
contrade di montagna, sarebbe una specie di catastrofe. "Quindi
- continua il sindaco - siamo favorevoli a consorziarci con
Posina e Arsiero per quanto riguarda appalti e servizi, perfino
il bilancio se serve, ma a patto di mantenere un'autonomia che
significa anche identità, sociale e culturale".
Prima che alla viceministra, Oliviero ha esposto i medesimi
problemi a Riccardo Finelli, 34 anni, da Modena, scrittore che a
Laghi dedi ca un intero capitolo di "Storie d'Italia" (Incontri
edi trice), viaggio nei centri più piccoli delle venti regioni
dello Stivale: dai 33 lombardi di Pedesina ai 96 sardi di Baradi
lli. Esplorazione singolare e avvincente di comunità abituate
ogni giorno a reinventarsi, pur di salvare radi ci e tutelare di
ritti. Sin dai tempi delle invasioni degli arsieresi, lo fanno
anche i 132 laghensi. Che tengono duro e, sull'orlo dell'abisso,
mangiano piatti fumanti dei loro favolosi gnocchi.
Stefano Ferrio
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